ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


martedì 30 giugno 2015

I DRAGHI DELL'ANTIGRAVITA'

furono i cinesi a scoprire il principio dell'antigravità
fu nel 2282
fu sulle macerie della Prima Guerra Spaziale combattuta a distanza fra le colonie di Marte e Europa e la Terra
fu lavorando sulle teorie della gravità quantistica a loop
se ci fosse stata ancora un'Accademia a Stoccolma
meglio sarebbe dire: se ci fosse stata ancora Stoccolma
il Premio Nobel sarebbe stato certamente assegnato al prof. Hu Sun Chien, detto il Grande Sapiente,
lui aveva voluto il motto che accoglieva i visitatori all'ingresso del Centro di Fisica Universale di Shangai
non c'è altezza che non abbia al di sopra di sé qualcosa di più alto
Hu Sun Chien guidava l'équipe di ricercatori che da trent'anni stava studiando il principio di antigravità
e rideva spesso
invitava i suoi collaboratori a ridere spesso
perché, diceva, “ridere è la conferma empirica che l'antigravità esiste”
formulava le equazioni e rideva
poi risolveva le equazioni e rideva
e quando non riusciva a risolvere l'ultima equazione curvatempo
si appoggiava alla sedia e rideva
la mattina in cui i suoi collaboratori Chun Li e Ling Wu gli annunciarono che i risultati sperimentali confermavano l'esistenza dell'antigravità
il Grande Sapiente iniziò a ridere
fu la risata più bella che udirono da lui
ma subito dopo Hu Sun Chien si fece serio e telefonò a Pechino

un anno dopo il Partito del Popolo organizzò una grande parata per celebrare la Festa Mondiale del 1° ottobre
nelle vecchie metropoli occidentali la popolazione aveva superato il terribile inverno del 2282 e stava cercando di ritornare a una parvenza di normalità dopo le devastazioni belliche
a quanto pareva, erano in arrivo novità strabilianti dalla Repubblica Imperiale

l'oscurità calò come un mantello nero
nessuna luce sulla piazza
solo il rumoreggiare della folla oceanica che era convenuta per il grande evento
un discreto apparato di sicurezza a tutela dell'incolumità delle più alte cariche del Partito
Hu Sun Chien il Grande Sapiente era seduto accanto al Segretario del Popolo

un proiettore sciabolò nel buio
si sentiva una musica di ottoni avvicinarsi
il gigantesco tendone che chiudeva l'ingresso della piazza cominciò a scostarsi
altre luci si accesero
la musica era sempre più vicina
dal lembo del tendone apparve la testa di un drago
il drago uscì fuori librandosi nell'aria
era lungo trenta metri alto cinque
una testa lunga e squadrata un corpo bombato color argento di stoffa e metallo e altri materiali
leggero, certo, ma anche pesante, a rifletterci poi,
a cavallo del drago un trombettista suonava
capelli lunghi corpo magro tunica rossa
poi comparvero altri draghi di colori diversi
su ognuno di essi un musicista suonava
i bambini contavano: tre draghi sassofoni due draghi trombe due draghi tromboni
la folla guardava incantata e divertita
i draghi volteggiavano con elegante lentezza a dieci, venti, perfino trenta metri dal suolo
le lunghe code fluttuavano
le zampe sventolavano drappi multicolori
l'immensa piazza era ora illuminata a giorno
i musicisti-cavalieri suonavano una melodia ripetuta facile da ricordare
tutti si chiedevano come facessero i draghi a volare nell'aria, a scendere e risalire
non c'erano fili ad ancorarli al suolo
non c'erano razzi o motori o propulsioni apparenti
la folla accompagnava con la voce il canto degli strumenti
i draghi sembravano volare per magia
i cavalieri-musicisti suonando esaltavano la magia del volo senza fili
perché la musica, come il volo, è magia
il Segretario del Popolo applaudiva
il Grande Sapiente Hu Sun Chien rideva forte

il giorno dopo nelle decadenti metropoli occidentali non si parlava d'altro
in particolare nessuno si sapeva spiegare come facessero i draghi a restare sospesi in aria senza cadere
ma volteggiando e fluttuando da una parte e dall'altra con grande eleganza e leggerezza
tenuto conto del loro peso sommato al peso dei musicisti che li cavalcavano
era stato uno spettacolo esaltante
unico nel suo genere
per una volta tanto la Repubblica Imperiale non aveva impaurito i cittadini occidentali con l'esibizione di carri armati cannoni missili e milioni di soldati perfettamente inquadrati e addestrati
le diplomazie degli esausti stati occidentali avevano tuttavia ben compreso l'antifona
e due giorni dopo il Presidente della Federazione Americana Occidentale e il Presidente della Federazione Finanziaria Europea s'affrettarono
a inviare alla Repubblica Imperiale
un formale atto di vassallaggio
camuffato da alleanza strategica



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