ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


sabato 7 febbraio 2015

LA MACCHINA ENIGMA

quando parlo io
uso un linguaggio cifrato
per svelarlo occorre avere la chiave
frasi apparentemente senza senso
come “ciao come stai” oppure “io bene e tu”
nascondono comunicazioni assai
più significative che
vanno tenute accuratamente nascoste per
ragioni di sicurezza personale
so di non essere l'unico a fare così
di non essere l'unico a cifrare il linguaggio
una cinquantennale esperienza sul campo me lo insegna
so che lo fate lo facciamo tutti
so che qualcuno per maggiore cautela
all'apice di una vertigine di nascondimento
codifica persino i propri pensieri
i messaggi in codice servono a occultare
le debolezze i desideri le paure
gli esseri umani a quanto pare sono convinti
che le relazioni tra di essi tra sé stessi
non possano prescindere
da un opportuno livello di segretezza
à la guerre comme à la guerre, è tutto noto, è tutto risaputo,
non dubitare mai della vittoria finale
evita di chiedere aiuto

le tue parole dunque restano oscure a me che
non possiedo la chiave per decifrarle
“ciao come stai” può significare
“sono contento di vederti” ma anche
“non sono affatto contento di vederti” oppure
“avrei preferito non incontrarti e ora sono costretto a salutarti”
e la consueta risposta “io bene e tu”
può celare infiniti enunciati
ad esempio “oggi non va affatto bene”
oppure “oggi sono davvero felice”
oppure “oggi sono più felice di te”
io cambio la chiave del codice ogni notte
e tu? succede quando sogno
al mattino nemmeno io la ricordo
elementare cautela nel caso cadessi prigioniero
così passo la giornata a pronunciare frasi
di cui ignoro il vero significato
perfino queste parole che state ascoltando
vogliono dire in realtà ben altro
che cosa
nessuno lo saprà mai
nemmeno io lo so
non c'è alcun dubbio in proposito:
ciascuno di noi
è il peggior criptoanalista di sé stesso