ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


mercoledì 13 gennaio 2016

QUANDO ME NE ANDRO'

quando me ne andrò
qualcuno ci verrà al mio funerale
non troppi però
molti avranno qualcos'altro da fare
del resto anch'io
non è che sono sempre puntuale
ragion per cui
non avrò niente da recriminare
se ci sarà chi
si dimenticherà delle mie esequie
se già da vivo
sono invisibile e privo di accessi
ancor di più
quando mi prenderà l'estrema requie
e là sarò
dove si giace senza compromessi
però quei pochi
mi ricorderanno come si deve
con una poesia
o una canzone mia tutta speciale
o un bel discorso
sulla vita ahimè sempre troppo breve
o un bel ricorso
scritto per l'altissimo Tribunale
sarà una festa
quell'ora e mezza di postuma gloria
come per tutti
anche di me diranno: fu il migliore
è una bugia
ma mi godrò quell'inno alla memoria
pensando che
si è così amati sol quando si muore
che tanta lode
di cui avremmo bisogno da vivi
l'udiamo solo
quando il nostro apparato sensoriale
ha spento
per sempre i suoi congegni percettivi
e tutto ciò
se permettete è paradossale



venerdì 8 gennaio 2016

DAMNATIO MEMORIAE

la Storia è stata ingiusta con me
etichettandomi come il peggiore criminale di tutti i tempi
il Male Assoluto per definizione
colui che non si sa se fosse pazzo o sano di mente
o entrambe le cose
eppure io non ho inventato niente
ho avuto dei modelli a cui ispirarmi
altri che mi hanno preceduto
dal loro esempio ho preso spunto
ho migliorato i metodi adeguandoli al mio tempo
l'idea però viene da loro
io sono stato solo più determinato efficiente veloce
come loro avevo da badare al bene del mio popolo
e aiutato dal mio valoroso popolo
ho deciso
non sono stato di certo peggiore dei Romani
che facevano il deserto intorno a loro e lo chiamavano pace
né dei cattolicissimi Spagnoli
quando giunsero nel Nuovo Mondo
col vangelo in una mano e il vaiolo nell'altra
e la spada tra le gambe
e che dire dei nostri amici statunitensi
che hanno costruito la loro grande nazione
e il loro esemplare sistema democratico
rubando la terra e sotterrando per sempre
senza rimorso alcuno
la grande nazione indiana?
l'unica differenza tra tutti costoro e me
è che essi hanno vinto mentre io ho perso
a loro è stato consentito di riscrivere la Storia
occultare il male evitare i processi
mettersi dalla parte della ragione
a me no

è solo a causa di questo dettaglio
giuridicamente ininfluente ai fini del verdetto
che io e il mio popolo
siamo destinati per sempre
alla damnatio memoriae




giovedì 7 gennaio 2016

ALTROVE

il barista mi porge il caffè
il cameriere prende l'ordinazione
le cassiere dell'ipermercato mi danno il resto
nessuno di essi mi guarda negli occhi
l'impiegato allo sportello mi parla
e il medico mi visita
e il loro sguardo è sempre rivolto altrove
altrove - niente – laggiù – dove? non c'è...
guardatemi negli occhi
sono invisibile? la mia presenza è insostenibile?
sei solo un numero
dunque l'altrove è inevitabile
guardare un numero è inutile
un numero è privo di occhi
non ha occhi né vita la radice quadrata di due
o il rapporto tra diametro e circonferenza
l'unica cosa -pensano- che si può fare
per sfuggire alla fatica all'ansia alla paura
-pensano- è guardare altrove




martedì 5 gennaio 2016

GHIACCIO

questa notte è ghiacciato ancora

freddo su freddo

ghiaccio su ghiaccio

lenta si sgrigia l'aurora

e sul velo di neve

ecco le tracce dei bambini

e sotto i larici i giacigli

che resistettero al gelo

fra i cespugli e il bruno della terra

proteggi i miei figli

sul versante nord e ovunque

il vento non dà tregua