ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

(Archiplano, 1981)

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


domenica 4 aprile 2021

LEGGE COSTITUZIONALE 22 NOVEMBRE 2046 N° 1 Modifiche al testo della Costituzione

Il consumatore di oggi? Consapevole e attento ai diritti | Bnews

Il Parlamento, nel rispetto delle vigenti procedure in materia di revisione costituzionale, ha approvato la seguente legge con una maggioranza superiore ai 2/3:

Art. Unico

In tutti gli articoli della Costituzione la parola “cittadino” è sostituita con la parola “consumatore”.

La presente legge di revisione della Costituzione entra in vigore al momento della pubblicazione sul BUS (Bollettino Ufficiale dello Stato)

Euroburgo, 22 novembre 2046.

Il Presidente della Repubblica

firmato Boschi 

Il Guardasigilli

firmato Bilancia  

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

firmato Renzi (jr)

 

mercoledì 31 marzo 2021

LA TIGRE DAI DENTI A SCIABOLA


ecco, vedi quel tizio che dà ordini per conto della grande Società Anonima Multinazionale?

vedi com’è autorevole, anzi, autoritario, nello showroom della Casa tutto vetro e acciaio?

nelle sue mani c’è la sorte dell’umanità vile,

dei somministrati, degli apprendisti, dei dipendenti con contratto a termine, dei collaboratori occasionali, degli stagionali, dei soci delle cooperative di servizi, che si fanno la guerra per lavorare un’ora in più alla settimana

la massa degli innominati gli obbedisce senza fiatare e senza mai fermarsi, sono anni ormai che non c’è più uno sciopero e la gente va a lavorare anche se ha la febbre

com’è immenso il suo potere!


poi un giorno il nostro Tizio viene chiamato a colloquio presso la Direzione Regionale

lì un Direttore Più Direttore di lui, senza offrirgli nemmeno un caffè, gli dice che i risultati sono pessimi, la conflittualità sul lavoro è troppo alta, non si è visto alcun contrasto all’assenteismo dilagante; al termine del discorsetto, il nostro Tizio, incredulo, viene licenziato in tronco, col sovrappiù di qualche acida battuta sulla sua magrezza


un anno dopo il Direttore-Più-Direttore viene convocato a colloquio presso la Direzione Nazionale

lì un Plusdirettore nazionale, dopo avergli offerto un caffè senza zucchero, gli dice che i risultati della sua gestione non sono affatto confortanti, non c’è abbastanza disciplina fra i funzionari locali, le direttive della Direzione Planetaria Suprema non sono osservate, bisogna fare squadra, essere di meno e lavorare di più; al termine del discorsetto, il Direttore-Più-Direttore viene cortesemente licenziato con un preavviso di tre mesi


un anno dopo il Plusdirettore nazionale viene convocato a colloquio presso la Direzione Continentale

lì un autorevole consesso di Megadirettori paludosi infinitamente più direttori di lui, dopo avergli offerto un caffè con lo zucchero, gli dice che la proprietà si aspettava risultati migliori, la situazione presenta criticità, il costo del personale incide troppo sui ricavi, l’aumento dei ricavi sarà solo del nove per cento invece del previsto dieci, e ciò comporterà una drammatica incidenza sui profitti; al termine del discorsetto il Plusdirettore nazionale, che non è stupido e ha capito l’antifona, sorride e dichiara di lasciare l’incarico, ricevendo una buonuscita equivalente al PIL annuo di un paese africano

*****

viviamo tutti appesi ai fili che scendono dal soffitto

non ne conosciamo la lunghezza e ignoriamo se saranno abbastanza robusti da reggere il nostro peso

fuori dalla grotta si aggira la tigre dai denti a sciabola

per fortuna c’è ancora qualcuno che crede nell’aldilà

 

 

 

 

martedì 16 marzo 2021

MAHLER

Su Rai5 e sul portale di Rai Cultura la ripartenza (da Torino) dell'Orchestra  Sinfonica Nazionale della Rai con i Gruppi da Camera, Daniele Gatti e Fabio  Luisi – Toscana Eventi & News

la rotondità complessa dei corni

la solitudine dei timpani lassù

sta a sinistra la truppa dei violini

gli archetti allineati all'insù

gli ottoni dove si specchia il coro

le melodie dai riflessi d'oro

le tastiere degli archi e dei legni

la sonorità dell'arpa traspare

appena nelle velature chiare

che non lasciano segni

si smorzano le onde dell'orchestra

un silenzio imprevisto accuccia i corni

è il crasciare fragoroso dei piatti

ad annunciare l'ultimo dei giorni

procede in aria la bacchetta a scatti

adagio presto prima che ritorni

là s'innesca l'abisso dei tamburi

il triangolo cigola di fuori

legando il buio dei tromboni

all'asprezza acuta dei traversi

tessono brezza gli archi diagonali

i violoncelli riversi sulle spalle

tramano avversi ai contrabbassi

ecco le note lunghe delle viole

ecco note di danza dei violini

che acuteggiano andando in assonanza

con le caviglie della violinista

in prima fila e oltre la distanza

un largo maestoso e commovente

si fa largo disgregando gli argini

la bacchetta del direttore s'alza

allegro, allegro molto, presto

stupisce la lucidità del basso tuba

nel suo rimbrotto grave e ripetuto

eppur che passo, pare un giovanotto

trombe di zaffiro squillanti salgono

sull'ottava alta e intanto risalta

la temporanea assenza dei tromboni

nulla da fare per lo xilofono

laggiù in fondo a braccia conserte

la truppa dei violini lavora sempre

sempre all'attacco sempre sopra il rigo

il timpanista sorveglia lo spartito

per non perdere il suo attimo di gloria

ora lo xilofono s'è alzato

con le bacchette picchia forte i tasti

i clarini cinguettano tramando

trappole per attirarvi gli oboi

io ascolto e guardo da lontano

le caviglie snelle della violinista

di fronte alle sue dita virtuose

alle sue mani minute ed eccelse

le caviglie non hanno altro pregio

che il languore che sanno suscitare

i clarini soffiano gli oboi sbuffano

e pregano dio e sputano bestemmie,

coloro che suonano e chi li ascolta,

anche questa volta in corsa per la fine,

adorando, e così a fondo, la vita,

ecco, questa è nobiltà assoluta


e in una notte all'improvviso muta

cosa non farei per le caviglie

di quella violinista

se non delicatamente

prenderle nelle mani

e tenerle e abbracciarle

fino alla luce del prossimo giorno

sì, fino a domani

 Orchestra Sinfonica Rai per il Concerto di Pasqua del Teatro Municipale -  Corriere Padano

domenica 7 marzo 2021

AD INTERIM (da una chiacchierata con F.)

i corazzieri scattarono sull'attenti
quando il Presidente del Consiglio incaricato
fece il suo ingresso nell'aulica sala
colma di giornalisti in attesa

con i suoi modi dignitosi e austeri
vista la gravità del momento
il Presidente del Consiglio incaricato
si posizionò davanti al leggio
si aggiustò con un gesto garbato
il microfono davanti alla bocca
e si schiarì sommessamente la voce
affinché le sue parole fossero udite
da tutti nel migliore dei modi

il chiacchiericcio che fino a quel momento
aveva aleggiato nella sala
cessò di colpo
le bandiere alle spalle del Presidente del Consiglio incaricato
pendevano flosce ma pulite e ben piegate
i corazzieri erano tornati alla posizione di riposo

esordì con un compunto “buonasera” e continuò
“vi leggo la composizione del governo”
e cominciò a snocciolare nomi e incarichi
cominciando dai ministri senza portafoglio
e poi passando a quelli con portafoglio

la gravità del momento si tagliava con il coltello
in quel momento si stava facendo un pezzetto di storia del Paese

Ministro dell'Interno...
Ministro degli Esteri...
Ministro dell'Economia...
e via la litania delle eccellenze
Ministro della Difesa...
Ministro dei Rapporti con il Parlamento...
Ministro della Sanità...
e al meglio la girandola delle Signorie Loro

ma mancava ancora il nome più importante
e intanto l'emozione saliva
la tensione era alle stelle
milioni di persone incollate alla televisione
aspettavano di sapere

e intanto le tavole rotonde dei giornalisti
s'interrogavano convulsamente
sull'ultimo fatidico nome
per il Ministero più importante
“confermerà il precedente” dicevano alcuni
“no, ci piazzerà un suo uomo” dicevano altri
ma tutti convenivano che in effetti
il nome che tutti attendevano
era, insieme a quello dell'Economia,
il più decisivo per le sorti del Governo
e della Nazione

il Presidente del Consiglio incaricato
giunse finalmente al termine dell'elenco

”...e infine al sottoscritto...”
suspence
“...d'accordo con il Presidente della Repubblica...”
doppia suspence
“...è attribuito ad interim il Ministero della Presa per il Culo!”

il giorno dopo
tutti i più autorevoli opinionisti dei quotidiani nazionali
concordavano sulla scelta operata
per il bene del Paese

e anche i commenti della gente al bar
una volta tanto
erano sulla stessa lunghezza d'onda:
“piuttosto che i soliti onorevoli Trombetti o Sghignazzi,
meglio lui, sicuramente”
 

sabato 26 settembre 2020

prima il Dovere poi il Piacere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 era la frase con cui mio padre mi salutava

quando usciva di casa per tornare in ufficio dopo pranzo

lasciandomi al mio pomeriggio

con i compiti della maestra da fare


frase che esplicita un visione della vita duale e antinomica

Dovere-Piacere bianco-nero bene-male

da cui consegue che il Dovere è un'entità che esclude il Piacere

e viceversa


nella filosofia educativa di mio padre

se si antepone il Dovere al Piacere si va nella direzione giusta

cioè è il bene

l'ipotesi contraria porta nella direzione sbagliata, cioè il male


ora aggiungiamo

l'ulteriore categoria giusto-sbagliato

già presupposta del resto

dalle prime tre


anteporre il Piacere al Dovere

comporta una completa inversione dei valori dati

un capovolgimento di prospettiva

un ribaltamento sopra-sotto


Dovere significa qualcosa che non piace

che bisogna fare, a cui non ci si può sottrarre,

e ciò per imperativo morale, aprioristico,

e come tale incontestabile


il Dovere quindi non è delimitato

dall'ordine di un'Autorità,

ma è qualcosa che esiste a prescindere,

in quanto categoria morale essenziale


ciò comporta che io avrei anche potuto disobbedire a mio padre 

e andare a giocare a pallone con gli amici senza fare prima i compiti,

ma l'avrei fatto portandomi dietro

il peso della disobbedienza


si può infatti ignorare il comandamento morale

e anteporre consapevolmente il Piacere al Dovere

ma se si resta nella cornice di partenza

ciò produrrà inevitabilmente un conflitto


accettare la cornice di partenza tuttavia

significa assumere un atteggiamento manicheo,

duale non plurale,

caratterizzato dalla rigidità


il Dovere infatti è rigido, non può essere diverso,

e il Piacere, che non lo sarebbe per principio,

lo diventa, una volta messo a confronto

con il suo antagonista alternativo


la rigidità del Dovere rende quindi rigido

anche il Piacere

allorché tutti e due i corni si muovono

nello stesso spazio concettuale


una visione del mondo duale è fautrice

di intolleranza e razzismo,

se si sta dalla parte del Dovere

non si può stare dalla parte del Piacere, mai


il Piacere è un'azione prediletta

a cui si indulge e alla quale ci si rivolge

per pulsione esclusivamente istintiva

non comandata dalla ragione o dal sentimento


se il Dovere è una costruzione geometrica

realizzata con il filo a piombo,

il Piacere è una vegetazione disordinata

uno stato di natura primordiale


il Dovere cala come un meteorite sparato dallo spazio

sullo stato di natura incontrollata

distruggendolo e deformandolo

con il marchio del cratere


il Dovere si presenta con il volto

delle regole che disciplinano il caos

è la civiltà che avanza nella giungla

disboscando e spianando e tracciando strade


si comprende dunque che il Dovere è aggressivo,

porta violenza, istiga alla guerra, non ha altri strumenti

per contrastare il Piacere

che annullarlo, distruggerlo, estirparlo


il Piacere è disarmato di fronte al Dovere

non può che rintanarsi sotto terra, in qualche cantina,

opporgli scavi di talpa

sperando di farlo inciampare e cadere


il Piacere non può competere ad armi pari

se usasse aggressività e violenza

snaturerebbe la sua essenza

diventando anche lui un Dovere


prima il Dovere e poi il Piacere, dunque,

in ultima analisi, a null'altro conduce

che a rifiutare radicalmente il Piacere

considerandolo uno stato del tutto residuale e inutile


le energie migliori, il tempo migliore di ogni individuo

dovrà essere adoperato per il Dovere,

giammai per il Piacere, essendo il Piacere

solo un elemento disturbante, sviante


da tutto quanto sopra consegue

che la locuzione “prima il Dovere e poi il Piacere”

è falsa perché

dove c'è il Dovere non può esserci il Piacere


la locuzione tuttavia porta a una verità essenziale,

ovvero che dove c'è il Dovere

non può esserci il Piacere

e viceversa

 

a questo punto mi è chiaro

che mio padre la fatidica frase

la diceva a sé stesso

nel momento in cui la diceva a me


capisco ora quanto avrebbe voluto liberarsi

dell'infernale antinomia

che gli toglieva il respiro

rinchiudendolo nel nodo della cravatta

 

babbo! gli direi,

io sono come te

ma non è colpa tua

non avere rimorsi

 

per provare a salvarsi bisogna

demolire lo schema dell'alternatività

e costruire un concetto totalmente nuovo

che si può denominare Piavere o Docere

 

lo so, è solo un trucco linguistico,

un pessimo gioco di parole,

un pasticcio senza capo né coda

però, però,


è il nodo che cerco di sciogliere da vari decenni,

senza riuscirci


 

 

 

 

giovedì 24 settembre 2020

LORENZO ORSETTI (Bagno a Ripoli, 13 febbraio 1986 – Al-Baghuz Fawqani, 18 marzo 2019)

 Nome di battaglia "Tekoser". Chi era Lorenzo Orsetti, il "compagno Orso" |  L'HuffPost

per ogni volta in cui potrete bestemmiare in santa pace

senza timore d'essere arrestati e incarcerati

da oggi in poi ringraziatelo

 

e ringraziatelo, se potete, per ogni volta che riuscirete a dire

dio non esiste

senza timore di suscitare lo scandalo bigotto

 

e ringraziatelo anche

per ogni volta che uscirete di casa per andare in piazza a manifestare

per qualcosa o contro qualcosa

senza timore d'essere arrestati e incarcerati

 

e ringraziatelo anche per ogni volta

che userete il pensiero liberamente,

senza timore di essere licenziati o emarginati

 

e per ogni volta in cui potrete bere, se avete sete,

e mangiare, se avete fame, ringraziatelo,

 

e ringraziatelo per ogni volta che potrete liberamente corteggiare

colui o colei che vi piace,

 

e per ogni volta che farete del sesso fuori dal matrimonio,

senza timore d'essere lapidati

o in altro modo giustiziati,

ringraziatelo


il suo nome era Lorenzo Orsetti, ricordatelo,

questo gli basta,

poi tornate a godervi la vita

come più vi piace,

dicendo grazie alla sua, fiorita

in una fornace