ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


martedì 4 marzo 2014

LE COSE LAVORANO SILENZIOSAMENTE

non saprò mai quale accidente sia occorso durante la notte
ma al mattino la fotocopiatrice è rimasta spenta
il tecnico ha detto: è la scheda madre, forse è bruciata
e io mi son chiesto: così di colpo?
ieri funzionava tutto perfettamente
durante la notte non ci son stati né terremoti né incendi
eppure al mattino la macchina era rotta
le cose lavorano silenziosamente
potevo profittare del tempo che avevo
mi dico adesso
capire per tempo
che sotto il sole la tinta scolora
nell'acqua del mare il legno marcisce
nella turbina immobile il ferro si ossida
e per la strada il gelato si scioglie piuttosto velocemente
le cose lavorano silenziosamente
quel gesto
di tirarti su il cappuccio per ripararti dal freddo
e di avvolgere con la sua manona forte e calda
la tua piccola mano di bambino
ecco cosa si sedimenta nella corteccia
poi riappare all'improvviso quarant'anni dopo
e non ti abbandona più
le cose lavorano silenziosamente
vendute le case sventrati i luoghi cancellati gli odori
dell'infanzia
gli adulti non se ne sono presi cura
ora anche tu fai parte del gruppo
che si lascia indietro relitti e ricordi
le cose lavorano silenziosamente
appaiono immobili prive di vita
è solo che non le guardi con attenzione
quando la neve sarà sciolta t'accorgerai
di quella piegatura nella lamiera
che l'estate scorsa non c'era
noterai la perdita nella guarnizione
che fino all'anno scorso era nuova
quando riprenderai in mano la tua chitarra
troverai corde allentate chiavette dure
le cose lavorano silenziosamente
e sarà bello sentire la voce carsica
tornare in silenzio a cantare 
le melodie appese ai muri della memoria

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