ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


venerdì 21 dicembre 2012

LA FINE DEL MONDO

la terra rimbocca il suo lenzuolo profondo
e noi tutti pensiamo alla fine del mondo
la terra ha solo un leggero raffreddore
ma se starnuta crolla tutto il meridione
e allora pensiamo che così sarà la fine
migliaia di morti sotto le rovine
ciascuno con in corpo siringhe di terrore
schiacciato fra i resti del suo mondo migliore
e il ministro dell'interno 
non sa ancora nulla al riguardo
e il ministro dell'interno 
manderà i soccorsi due giorni in ritardo
e il ministro dell'inverno 
manderà coperte che non tengono caldo
e il ministro dell'inferno 
conterà i morti sul traguardo
ma se io penso che la fine verrà
io penso io credo che per noi il mondo non finirà
solo per ladri sciacalli e venditori di dio
solo per loro il mondo finirà
piazza pulita finalmente si farà

e invece questa terra dorme davvero
se non si accorge di come l'han dipinta di nero
io spero che un giorno si svegli finalmente
e regali la fine del mondo alla gente
ma la fine del mondo che penso io
più che una fine un principio sembrerà
e non è il paradiso dei venditori di dio
anzi, nessun paradiso ci sarà
è una collana di barche sul mare
per qualcosa che assomiglia a cercare
è case forti costruite nel cuore
che nessun terremoto distruggerà
farà un fracasso lungo come un treno
questo dolore che non fa più paura
è una risata di terra coltivata a grano
per il nostro scherzo di felicità


(1981)

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