ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


venerdì 9 settembre 2011

SETTIGRAMMA N° 1 - perfezionabile tentativo di poesia ben temperata in sette diverse giornate


Sesta giornata.
Lanerdì

 

lallallà lallallà
è là! l'ho intravista con la
coda dell'occhio la
lucertola
gialla e violacea che risponde al nome di...
Anguilla? Creola? Stella?
le tagli la
coda e quella
rispunta con la
velocità di un lampo
eppure qualcuno deve farla
la storia se occorre e deve fare il lavoro
sporco se serve e pulire la latrina
se basta e piangere sul latte
versato se avanza e cogliere l'attimo
fuggente se è fermo e cercare l'amore
-di lato?- e caricare la lavatrice
se non ha più nulla
da mettersi
senza lasciare
nulla
al caso

certo, qualcuno, ma chi?
chi è là?

e lo specchio ammutolisce
di fronte all'attività
parallela
che assilla
la mia povera anima innocente
lallallà lallallà

figlio di ladro!





(continua...)

Nessun commento:

Posta un commento