ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


mercoledì 14 settembre 2011

LAMPEDUSA ESTATE 2011

zattera di roccia
inchiodata nel mare a cento chilometri
da Tunisi
insetti schiacciati dal sole
suolo rovente del mezzogiorno
terra tiepida nel tramonto dorato
ressa per le valigie
marmitte rotte teli da spiaggia
rumore calore silenzio
acqua di smeraldo
luce che abbacina
dita di pietra allungate nel mare
fiancate fracassate in fondo alle cale
rombo di aereo alle tre del mattino
su qui e qua il migrante non va
molo blindato motovedette alla fonda
divise indifferenti al caldo
turisti indifferenti a tutto
spossatezza sete
i pescatori capiscono l'arabo
rifiuti abbandonati nelle strade
tavolini in strada per l'aperitivo
indumenti ritrovati sugli scogli
legno marcio di barche sfondate
pesci a passeggio
pesci sgargianti fondali lussureggianti

altre le presenze invisibili
cosa accade non è dato sapere
nella notte sono portati via

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