ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


domenica 20 marzo 2011

LA PAURA

Se tu mi chiedi cos’è la paura
Io ti rispondo che è normale
Che non è cosa di cui doversi vergognare
Se tu mi chiedi perché la paura
Io ti rispondo che ci può stare
L’importante è saperla controllare

E non invidiare quelli che dicono di non avere mai paura di niente
E non credere se quelli dicono di non avere mai paura di niente
Sono solo sbruffoni oppure stupidi, più semplicemente

Se tu mi chiedi cos’è la paura
Io potrei dirti che aver paura
E’ un passaggio molto utile per farsi coraggio
Diversamente dalla pazienza diversamente dalla tolleranza
Di paura ce n’è sempre troppa, ce n’è sempre in abbondanza
E’ il brutto sogno da cui non sei sveglio mai abbastanza

La paura è una brutta amica
Più le parli e più fai fatica
Più l’ascolti e più la voce antica
Ti dirà lasciati andare, perditi, smetti di pensare…
La paura si può vincere, si può smettere di urlare
Vale la pena quantomeno di provare

La paura è una faccia che stranamente ti somiglia
E’ aspra e dura come un sorso d’alcool direttamente dalla bottiglia
Che quando scende in gola toglie il fiato e la parola
Lo so, è difficile dominare la paura
Sapendo che non ci sarà mai controfigura
E che ogni scena sarà girata una volta sola

 

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