ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


lunedì 8 dicembre 2014

L'EDITTO DI KARA MC CALL

Scuola Media Statale “Silvio Berlusconi” - Collegno (Torino)
Anno scolastico 2129-2130
Tesina di storia per esame di terza media di:
Kara Blongetti, classe 3a A

L'EDITTO DI KARA MC CALL

Kara Mc Call fu eletta Presidente degli Stati Uniti d'America nel 2112 d. c.
Proveniva da una benestante famiglia borghese del New Jersey, discendente da coloni scozzesi stabilitisi nel Nuovo Mondo già dal XVII secolo.
Nata nel 2059 d. c., imbevuta di idee progressiste, fautrice della cultura liberal, la Mc Call si laureò in legge a Stanford nel 2083 d. c. e iniziò una carriera di avvocato che la portò, nel giro di un paio di decenni, a dirigere uno degli studi legali più importanti di tutta la East Coast.
Entrata in politica, fu eletta governatrice del New Jersey sotto le insegne del Partito Democratico.
La campagna elettorale presidenziale del 2112 d. c. fu imperniata sulla necessità di incrementare le entrate fiscali della Federazione, al fine di consentire al complesso militare-industriale il mantenimento degli elevati profitti conseguenti all'alto livello di spesa militare e all'implementazione delle risorse destinate all'esplorazione spaziale: la stazione marziana, infatti, inaugurata nel 2098 d. c., non aveva ancora raggiunto all'epoca l'autosufficienza energetica e alimentare, obiettivo che verrà realizzato solo trent'anni più tardi; mentre, dall'altro lato, la necessità di contenere la spinta estremistica e terroristica che si levava dalle regioni terrestri sottosviluppate, connotata spesso da fanatismo religioso, alimentata e foraggiata dalle leadership russa e cinese, imponeva livelli tecnologici sempre più elevati nei settori degli armamenti e dell'intelligence..
Il dibattito sviluppatosi sul tema in quegli anni all'interno della Federazione statunitense prevedeva due opzioni: da un lato, un aumento radicale della tassazione, osteggiato tuttavia ferocemente dalle classi maggiormente abbienti, quelle senatorie e imprenditoriali; dall'altro, l'aumento della platea dei contribuenti. Ciò tuttavia, come ben avvertito dai settori intellettualmente più evoluti, comportava, secondo la mentalità anglosassone, l'attribuzione anche del diritto di voto.
Questa fu la soluzione prescelta dalla McCall e dal blocco sociale che la sosteneva, non senza, beninteso, contrasti all'interno dell'opinione pubblica.
Uno dei primissimi atti della Presidentessa appena eletta fu pertanto la famosa legge che porta il suo nome, il Citizenship and the needs of the people Act, meglio noto come l'Editto di Kara Mc Call.
L'Editto stabiliva che tutti coloro che risiedevano entro i confini culturali della Federazione avrebbero automaticamente acquisito la cittadinanza statunitense.
Una delle principali motivazioni che spinsero la Mc Call a emanare l'Editto fu quella di voler porre ogni cittadino della federazione statunitense sullo stesso piano davanti al Fisco in modo da poter ottenere maggior fondi per le casse federali ormai quasi vuote.
La Federazione statunitense all'epoca esercitava il proprio dominio (non solo culturale) su tutto il continente americano, nonché su parte consistente dell'Asia, esclusa la Cina, e sull'Europa. Quest'ultima si era dimostrata incapace, nel corso dei decenni, di esprimere una coerente e unitaria azione di politica estera ed era priva delle risorse sufficienti a parare le minacce terroristiche che sempre più frequentemente colpivano il suo territorio; aveva dunque di fatto dismesso la propria sovranità per quanto riguardava la difesa e l'intelligence, dipendendo, in questi settori, quasi integralmente dalla tecnologia nordamericana. L'unico Stato che avrebbe avuto il know-how e le risorse per realizzare un coerente sviluppo tecnologico avanzato, cioè la Germania, dopo la breve parentesi egemonica durata per tutti gli anni '20 del XXI secolo, era stata messa in minoranza ed isolata nelle attività istituzionali dell'unione Europea dal blocco guidato da Italia e Francia, a loro volta tuttavia inadatte ad esprimere una leadership autorevole e in grado di determinare una politica di sviluppo. L'apporto statunitense ai sistemi di sicurezza europei era diventato a poco a poco talmente penetrante da mettere la Federazione statunitense nella situazione di pretendere, in cambio della propria protezione, un deciso condizionamento delle politiche economiche dei paesi europei, imponendo restrizioni alle importazioni di prodotti europei mediante alti dazi doganali e procurandosi spazi di libero mercato per i propri prodotti. Richieste a cui la debole Unione Europea non riusciva ad opporre validi dinieghi.
Allo stesso tempo, tuttavia, l'opinione pubblica europea, e soprattutto tedesca, esprimeva il proprio disaccordo su politiche economiche troppo acquiescenti nei confronti della Federazione statunitense, costringendo i relativi governi a posizioni più rigide verso i nordamericani. Questi ultimi, di conseguenza, negli ultimi anni del XXI secolo, rivolsero la loro attenzione ai paesi stabilizzati e filo-occidentali del Nordafrica, facendone dei partners di primo livello mediante procedure di vassallaggio che, salvaguardando un'apparenza di indipendenza formale dei singoli Stati, in realtà occultavano una situazione di stretto dominio economico-politico.
Lo storno delle risorse e le politiche inflazionistiche adottate dal Fondo Monetario Internazionale causarono una gravissima crisi economica in Europa, che indusse le autorità europee a decretare l'allineamento dell'euro al dollaro nel 2101 d. c. (determinando in tal modo di fatto la fine della moneta unica europea ad un secolo esatto dalla sua nascita) al fine di fronteggiare un calo produttivo e il consequenziale aumento della disoccupazione, che nelle realtà economico-sociali europee più fragili, come l'Italia, la Spagna e anche la Francia, toccò picchi del 50%.
Le gravissime turbolenze sociali avvenute in Europa nel primo decennio del XXII secolo, costellate da numerose rivolte armate e caratterizzate da un grado di insicurezza collettiva quale non si era più sperimentato almeno dalla guerra dei Trent'anni, nel XVII secolo, evidenziarono l'incapacità dei governi europei a fronteggiare le emergenze migratorie (mai cessate ed anzi incrementate nell'ultimo decennio del XXI secolo a causa della sovrappopolazione africana e asiatica) e i fenomeni terroristici. Si verificarono casi di disgregazione statale (l'Italia, ad esempio, subì nel 2104 d. c. la secessione dei propri territori meridionali, nei quali si formò un contro-Stato dominato dalle élites della criminalità organizzata; la Catalogna, a sua volta, si staccò dalla Spagna l'anno successivo; e in Francia e Spagna riprese vigore la lotta armata dei paesi baschi; si segnala inoltre il breve conflitto del 2107 d. c. fra Polonia e Repubblica Ceca con la Slovacchia). Seguirono periodi di guerra aperta, finalizzati al recupero dei territori secessionisti sotto il controllo statale. Allo stesso tempo, si sviluppò in Europa un fortissimo movimento d'opinione che chiedeva apertamente l'annessione alla Federazione statunitense, l'unica entità, si riteneva, in grado di pacificare un continente sventrato da guerre intestine che duravano da ormai una decina d'anni.
Alcuni Stati europei (la Polonia nel 2108, insieme a Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Romania e Stati baltici; l'Italia nel 2110 d. c. , insieme a Grecia, Belgio, Olanda, Cipro e Turchia; la Spagna l'anno successivo, insieme a Irlanda e Bulgaria) procedettero addirittura ad autonomi atti di vassallaggio, adottando quale propria moneta ufficiale il dollaro, di fatto frantumando i meccanismi istituzionali dell'Unione Europea, ridotta ad un nucleo di pochi stati, fra cui Francia e Germania, entrambe tuttavia al collasso economico e sociale.
La gravissima situazione europea indusse la politica e l'opinione pubblica nordamericana a mutare orientamento circa le strategie da adottare a salvaguardia del continente europeo.
Lo stesso complesso militare-industriale statunitense dovette riconoscere che la perdita dell'Europa comportava serissimi rischi per la stessa sicurezza nordamericana, come dimostrato dalla dichiarazione del 2108 d. c. dell'OUA (Organizzazione per l'Unità Africana), che identificava nella Federazione statunitense il “nemico mondiale” da combattere.
L'Editto aveva dunque come scopo primario quello di incrementare le entrate fiscali della federazione statunitense, con l'imposizione di gravose tasse sui redditi dei neocittadini, ma allo stesso tempo costituì un estremo tentativo di mantenere salda la coesione sociale e di recuperare il territorio europeo agli scopi primari della sicurezza della Federazione statunitense.
L'Editto venne integrato due anni dopo, nel 2114 d. c., con l' Extension of rights Act, con il quale fu sancito il formale ingresso nella Federazione statunitense di tutti gli Stati Europei, ad eccezione della Francia e della Germania.
In effetti, la situazione delle popolazioni europee negli anni successivi all'emanazione dell'Editto, parve migliorare sensibilmente. Diminuì il senso di insicurezza collettiva e arrivarono notevoli aiuti economici e sussidi per le regioni più colpite dalla crisi del decennio precedente.
Il prezzo pagato dagli europei fu la perdita, anche nominale, della loro indipendenza. I governi europei vennero a dipendere gerarchicamente dalla Presidenza della Federazione, che inviò propri funzionari, in qualità di legati federali, a sovraintendere alla gestione dei territori acquisiti e dei sussidi inviati.
A fronte di ciò, agli ex-cittadini europei fu riconosciuto il diritto di voto, in quanto cittadini della Federazione statunitense a tutti gli effetti.
Così, il Presidente della Federazione statunitense del 2116 d. c. fu eletto da circa 500 milioni di elettori. Le elezioni furono naturalmente vinte da Kara Mc Call, che fu investita del secondo mandato con una percentuale quasi plebiscitaria del 70% dei voti validi (con punte del 90% nei territori europei: da qui l'accusa dell'opinione pubblica americana di appartenenza repubblicana e conservatrice di “snaturamento” della società e delle istituzioni nordamericane).
I neocittadini, indotti spesso ad assumere come atto di lealismo e riconoscenza il nomen della presidentessa Mc Call, cioè Kara, divennero involontari strumenti della propaganda federale.

Naturalmente, la promulgazione dell'Editto di Kara Mc Call ebbe conseguenze epocali non solo sulla conformazione e i nuovi assetti dei territori europei, ma anche nell'ambito delle relazioni politiche tra la nuova Federazione statunitense “allargata”, da una parte, e Russia e Cina, dall'altra parte, da sempre antagonisti alla potenza politico-militare statunitense.
Le contrarietà che le due superpotenze manifestarono ai contenuti dell'Editto, inizialmente sopite per calcoli di convenienza politica, sfociarono pochi anni dopo nella c. d. “guerra dei confini marziani”, da molti storici ritenuta la Terza Guerra Mondiale per l'ampiezza dei territori interessati e il coinvolgimento, diretto o indiretto, di quasi tutte le Nazioni della Terra.


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