ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


lunedì 6 giugno 2011

END CITY

(da un racconto di Robert Sheckley)



Così vanno le cose,
sei svaccato in poltrona, business class, goga e migoga,
sigaro e coppa di champagne.
Magda ti aspetterà all'uscita della dogana,
la festa in tuo onore durerà una settimana,
hai creduto in te stesso ed ora sei
un uomo di successo

Sei ricco, sei sexy, sei ammirato e rispettato,
hai sgobbato come un negro per arrivare dove sei arrivato,
ora è giunto il momento
di godersela un po'.

E' a questo punto che senti annunciare
un atterraggio imprevisto.
Alla hostess che ti fa le fusa
tu domandi perché e dove si scende.
Lei risponde: il computer ci ha portato a End City.
Sei seccato, cristo, il tuo amico Presidente
ti aveva promesso un viaggio senza scalo,
ma a nulla serve protestare
contro il destino cinico e baro,
End City ha priorità universale

Tutti sanno che sarebbe meglio evitare End City,
quando vi si arriva non si riparte più.
Mentre ti allacci la cintura
ti sale l'incazzatura,
tutta la vita hai sudato sangue, hai mentito e rubato,
e quando infine è il momento di godersela un po'
uno arriva a End City.

Sei arrivato a End City

E' facile arrivare a End City, basta andarci,
si parcheggia l'astronave al deposito rottami,
niente moduli da riempire
o carte da firmare o altre formalità da espletare,
niente di cui preoccuparsi,
si arriva e basta.

Guarda davanti a te: il nero dell'universo,
del golfo, della fine, del grande salto nel nulla.
Dietro di te luoghi e speranze,
gli ultimi viaggi, i vecchi sogni,
tutto finito, tutto distrutto,
questa è l'ultima fermata.
Ti siedi e pensi a cosa fare.
Benvenuto a End City.

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