ARCHIPLANO

L' Archiblenda ha un motore di treno al molibdeno giuntato con cernierinicci corti a gomito buam tun tun buam tun tun buam buam tun tun la parte terminale è un ossoplente a legno dai pistoncini di vetro-brivido brasato striii striii striii diii striii sulla biella torsionata si cancangia un sensore biometalla fischiante prinpron prinpron prinpron
L'Archipicchio invece in blocco sta in collo allo scapicchio con due ferri avvitati alla camera di scoppio damdumdum damdumdum dumdum se lo scuoti il pulsante clanga perchè s'è rotto l'attormizzatore praclangclang praclangclang pran sul di dietro la vernice cade a spacchi ed il vento fa brillare i cacciacicci vac-chivac-chivac-vac Insieme fanno un Archiplano straordinario dalla linea turbolesta e perforante prahi calè prahi calè olè la tastiera dei comandi è a schermo liquido informale lucida di zarzo penta-biflettente digitale sgisà sgisà sat il portello meccanato rapido spantana e senza il minimo ronzio s'olìa nel mezzo tran tran tran
E l'Archiplano assemblato straordinario cascavola come un chirottero o una palla se in giù va digrignando appicca lo schedario sui capelli invece slitta con un grido di battaglia di ferraglia
E da ultimo inghiotte un razzo centenario
ruttando come un vero faccitalia
ruttando come rutta la plebaglia!

ACCIPICCHIA!

ACCIPICCHIA, CHE SGARGIANTE LA CREATURA VOLPARLANTE DI ARCHIPLANO! MEZZO UCCELLO ALLA DEPERO MEZZO DRONE LEONARDIANO. BLU E ROSSO ROMBA A TERRA, TWITTA IN CIELO COI VOLANTI FUTURISTI, CON LE MACCHINE CONIGLIE CHE FAN FIGLI. INFORNATE DI PAROLE, FILASTROCCHE PITTURATE, STRAMPALATE, NATE STRANE. ARCHIBLENDA! BIOMETALLA! TURBOLESTO, PERFORANTE COME BECCA, COME PICCHIA L'ARCHIPICCHIO DI ARCHIPLANO!

(Franco Canavesio 12 gennaio 2016)


martedì 15 febbraio 2011

ALLE NOVE DI UN MATTINO PICCINO

Alle nove di un mattino piccino
Sei arrivata come una piccola fata
Sei arrivata come un inizio di fiaba
A raccontare la tua storia dorata
Non s’è stupito chi ti stava aspettando
Che già tutto sapeva tranne il quando
Sei arrivata come una piccola fata
Alle nove di un mattino piccino

Alle rive di un mare piccino
Sei giunta come una piccola vela
Cullata dalle acque smeraldine
Dall’inchino delle tenere ondine
Sospinta dalla corrente leggera
Dalla carezza di una piccola brezza
Sulla sabbia dorata ancora straniera
Ti sei adagiata come una piccola vela

Sul sentiero di un cammino piccino
Sei partita per la tua piccola meta
Sei salita per boschi e vallate
Le piccole scarpe si sono consumate
Hai camminato d’estate e d’inverno
Hai conosciuto il saluto fraterno
Del sole diurno del freddo notturno
Lungo il sentiero di un cammino piccino

Alla fine del tuo viaggio piccino
Arriverai dove il piccolo mondo
Diventa sfuggente corroso evasivo
Dove il respiro s’accorcia cattivo
Lì troverai le rive del mare
La vela dorata le tenere ondine
Ritornerai la piccola fata
Che giunse alle nove di un mattino piccino

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